IL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO e I VILLAGGI AL MARE IN ABRUZZO
IL PARCO Il Parco Nazionale offre al turista che ami camminare e che abbia un minimo di allenamento vaste possibilità escursionistiche e, daltro canto, è soltanto chi si sposta lungo i sentieri che può conoscere la vera natura e scoprire i segreti di un territorio protetto dove la tutela della flora e della fauna impone i divieti di circolazione ai veicoli a motore.
Per organizzare nel modo migliore una visita sarebbe ottimale potervisi recare nei periodi di minor afflusso turistico, evitando luglio e agosto e le grandi festività o i ponti.
IL CLIMA Il clima di questo Appennino abruzzese ci consente slogan e riscontri oggettivi, visto che ogni stagione qui è completa dei suoi caratteri più tradizionali: inverno pieno di neve e rigido, una primavera che è unesplosione di fiori e di gemme, di foreste che rivestono, di acque che ruscellano; unestate soleggiata e temperata, ricca di cieli trasparenti, e un autunno fatto di caldi colori giallo marrone e di temperature gradienti. Il Parco, frequentabile in ogni momento dellanno, e con la certezza di trovarvi proprio quella stagione e un clima temperato.
LA FAUNA Ragioni legate alla presenza a volte invadente delluomo, oggettive necessità di sopravvivenza, caccia praticata per il gusto di uccidere hanno determinato nei tempi la progressiva rarefazione, a volte lestinzione di specie animali che un tempo erano naturali abitatrici dellAppennino.
Nel vasto e articolato mondo naturale che il Parco mira a proteggere, oggetto di particolarissima importanza sono proprio alcuni animali e specificamente tre di essi: lorso bruno marsicano, il camoscio dAbruzzo e il lupo appenninico.
Un altro animale al quale si dedica una particolare, seppur difficile difesa, è laquila reale, di cui si contano non più di una decina di esemplari. Oggi si riconoscono nel parco 40 specie di mammiferi, 300 di uccelli, 30 di rettili e anfibi. Tra gli ospiti più illustri il cervo, il capriolo e lo scoiattolo meridionale, un simpatico e divertente roditore che si caratterizza per il pelo nero lucente, il ventre bianco e la rigogliosa coda. E ancora volpe, gatto selvatico, martora, donnola, puzzola, tasso.
Lavifauna, a parte la splendida aquila cui si è accennato, annovera diversi rapaci: il falco pellegrino, il falco lanario, la poiana, lastore tra i diurni; il gufo reale, il barbagianni, la civetta, lassiolo, il gheppio tra i notturni.
LA FLORA La foresta è la dominatrice assoluta: ricopre un territorio di quasi 21.000 ettari, circa il 70% dellintera superficie protetta. Lantica selva simpone in tutta la sua solennità, dominata anche qui come nella maggior parte della montagna appenninica, dal faggio, che però nel Parco nazionale assume una maestosità unica e inconfondibile e manifesta una plasticità di aspetti imprevedibili: colossi tozzi e plurisecolari, con la chioma espansa a candelabro alla difesa di Pescasseroli; fusti altissimi e diritti come ceri lungo la strada di Forca dAcero; alternarsi di giovani e decrepiti esemplari, talvolta doltre mezzo millennio detà e dallaltra emergenti dalla dura roccia e con radici e pietra confuse in unico intrico, in formazione mai alterate da mano umana. Se nella foresta abruzzese dominatore è il faggio, molte altre specie si accompagnano ad esso e rendono varia e ricca la natura arborea: lacero di monte, il frassino, il sorbo di montagna, col tasso presente a colonie. Significativa una varietà di pino, il pino nero di Villetta Barrea, che da questa località prende nome per una presenza consistente ed in espansione.